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Costruire CON i giovani, non PER i giovani: la rivoluzione artistica del Gen Verde in Africa

In Burundi e Uganda, tra i Paesi che incontreranno il Gen Verde il prossimo gennaio 2027, oltre il 50% della popolazione ha meno di 35 anni. Una marea di energia, sogni e talenti che attende solo una scintilla: speranza in musica con il Gen Verde.

La fotografia della realtà dei giovani in Burundi e Uganda

In Paesi come il Burundi e l’Uganda, la parola “futuro” è un’equazione complessa. Il quadro che abbiamo davanti presenta una delle demografie più giovani del mondo: in generale, oltre il 50% della popolazione ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. L’incontenibile forza vitale giovanile si scontra tuttavia ogni giorno con l’impatto di conflitti latenti, sfide sociali e terreni poco fertili in cui far radicare la speranza. Dietro i numeri e le statistiche ci sono i volti.

Come quello di Elizabeth Ankunda dall’Uganda, 24 anni, laureata in Giurisprudenza. «I giovani qui affrontano la piaga della disoccupazione anche dopo la laurea, la pressione dei coetanei, l’isolamento e la mancanza di mentori solidi che li guidino».

Dall’altra parte del confine, a circa 800 km, in Burundi, la situazione presenta dinamiche speculari. Lewis Ihimbazwe, professionista della comunicazione, restituisce così la realtà giovanile burundese: «I giovani, pieni di creatività e ambizione, vogliono avviare attività e vivere con dignità forti delle loro competenze, ma faticano a trovare lavoro o a sbloccare finanziamenti per i propri progetti. Mancano gli spazi in cui esprimersi liberamente».

Tuttavia, in questi contesti domina il forte desiderio di coltivare e alimentare talenti artistici, dalla musica alla danza, dal teatro all’arte visiva, che accomuna in maniera trasversale le fasce giovanili. In Burundi, gli spazi artistici formali sono piuttosto rari e votati per lo più a premiare il talento individuale senza dare risalto al senso di unità e comunità anche nell’ambito artistico; in Uganda, il talento e l’amore per le arti restano spesso nascosti per mancanza di occasioni e spazi in grado di offrire visibilità e sostegno adeguati.

L’arrivo del Gen Verde a gennaio 2027 tra musica e dialogo sul campo

In questa fotografia emerge l’esigenza di un cambio di rotta radicale: l’incontro con il Gen Verde del prossimo gennaio 2027 vuole essere un cammino di trasformazione condivisa, costruzione di pace e testimonianza di dialogo attraverso il linguaggio universale dell’arte.

 «I workshop artistici del Gen Verde diventano spazi significativi di co-creazione, il loro approccio trasforma qualsiasi luogo in un palcoscenico aperto per l’espressione personale, colmando il divario tra il vasto pubblico giovanile desideroso di sbocchi artistici e il bisogno di messaggi che ispirino unità, dignità e coinvolgimento attivo. Praticamente funge da catalizzatore!», riflette Lewis.

Mentre per Elizabeth, un’esperienza come quella donata dal Gen Verde, può «creare uno spazio sicuro in cui i giovani possono condividere le proprie storie, paure e speranze senza essere giudicati, scoprire talenti nascosti, accrescere la loro autostima, pensando persino di rendere l’arte una fonte di sostentamento per loro unendo hobby e opportunità lavorativa».

Non è assistenzialismo, ma si tratta di costruire con…

Per decenni, l’approccio internazionale verso molte aree dell’Africa subsahariana è stato di tipo assistenziale: progetti calati dall’alto che trattavano le comunità locali come semplici “beneficiari passivi”. Ma la richiesta delle nuove generazioni oggi è un’altra, come sottolinea con forza Lewis dal Burundi:

I giovani vogliono essere visti come attori, non solo come beneficiari di progetti pensati per loro. Quando ai giovani viene davvero data una voce, si scopre che hanno molto più da offrire di quanto si possa immaginare.
Dobbiamo passare dal ‘fare per i giovani’ al ‘costruire con i giovani’.

La campagna di crowdfunding: diventa un moltiplicatore di futuro

Per finanziare i viaggi internazionali, assicurare gli spostamenti interni del gruppo e attivare i laboratori educativi sul posto, il Gen Verde ha lanciato una campagna di crowdfunding con un obiettivo di 30.000 euro.

«Mi aspetto che l’arrivo del Gen Verde sia più di uno spettacolo… mi aspetto che sia un momento di risveglio. – confessa Elizabeth dall’Uganda – Spero che accenda uno spirito di unità nella diversità, che lasci dietro di sé una rete duratura di giovani artisti impegnati a costruire un mondo più unito».

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