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Musica che trasforma: storie vere di giovani colpiti dai workshop del Gen Verde

Scopri le storie di Mikolaj, Sara e altri giovani trasformati dai workshop Gen Verde. Un viaggio tra musica, danza e fiducia in se stessi.
Gen Verde – Zurigo/Svizzera

Cosa succede quando un gruppo di artiste internazionali decide di trasformare una palestra o un’aula scolastica in un laboratorio di fraternità? La risposta non sta nei numeri dei loro tour, ma negli sguardi dei giovani che, dopo pochi giorni di lavoro insieme, riscoprono una fiducia in se stessi che credevano perduta. Il Gen Verde porta in tutto il mondo diversi tipi di laboratori, un’esperienza in cui l’arte diventa il pretesto per abbattere i muri dell’insicurezza e del pregiudizio.

Tuttavia, ci sono storie di giovani che rimangono impresse nella mente più di altre. Sono state raccolte in questo articolo, con la certezza che ogni incontro con i ragazzi durante le diverse attività arricchisce spiritualmente e culturalmente ogni membro del Gen Verde, aggiungendo un piccolo mattone alla costruzione della fraternità universale.

Il valore di essere se stessi”: l’esperienza in Ungheria

Durante un viaggio di trasferimento tra Timisoara e Bratislava, il Gen Verde ha fatto tappa alla SZTE Kossuth Zsuzsanna, un istituto tecnico e professionale nella città di Szeged, in Ungheria. Il gruppo era stato invitato dal direttore della scuola, Attila Levente Horvàth, che, approfittando del passaggio del Gen Verde vicino alla città, ha voluto organizzare alcuni laboratori nel centro.

Qui il contesto non era quello di una scuola d’arte, ma di un istituto di formazione professionale dove molti giovani faticavano a credere nel proprio talento. Regina e Lilla, due delle partecipanti, hanno descritto l’impatto di quei giorni come un’esplosione di gioia: anche se all’inizio erano timorose, hanno finito per ballare ritmi latinoamericani, scoprendo che la diversità dei membri della band non era un ostacolo, ma un invito all’apertura.

Il risultato è stato uno spettacolo degli studenti seguito da un concerto del Gen Verde, creando un momento di comunione e felicità tra chi era sul palco e chi era presente come pubblico.

Molti giovani oggi soffrono di scarsa autostima, che li porta a mostrare disinteresse per le diverse attività scolastiche quotidiane. Durante i laboratori, invece, il Gen Verde non cerca la perfezione tecnica, ma crea un ambiente familiare protetto dove i ragazzi si sentono liberi di “rischiare” senza paura di essere giudicati, trasformando la palestra della scuola in uno spazio di libertà e di scambio.

Oltre i confini: voci dalla Slovacchia

Per la tappa in Slovacchia, precisamente a Prešov, il Gen Verde ha deciso di trascorrere un’intera settimana con i giovani. Infatti, c’erano 160 partecipanti provenienti da molte nazioni di tutto il mondo.

Mikolaj, un ragazzo di 17 anni che è venuto appositamente dalla Polonia per partecipare, ha raccontato come questa esperienza abbia cambiato la sua percezione degli altri. In un mondo spesso diviso, il fatto di lavorare fianco a fianco con coetanei di diverse nazionalità e con gli artisti del gruppo lo ha portato alla conclusione che tutti i giovani sono identici nelle loro relazioni e nei loro desideri; un pensiero tanto semplice quanto potente, che rafforza il concetto di fratellanza senza distinzioni. Per lui, vedere la positività “contagiosa” delle artiste è stata la prova che un modo diverso di stare insieme è possibile.

Le storie di trasformazione riguardano anche le sfide personali più intime, come quella di Sara, una ragazza fiorentina di quindici anni che ha partecipato a uno dei laboratori di danza. La sua storia è quella di molti adolescenti: la paura di non essere all’altezza e il timore di confrontarsi con professionisti del settore. Tuttavia, il contesto creato dal Gen Verde, basato sul costante incoraggiamento e su un clima familiare, le ha permesso di superare il blocco iniziale. Sara ha descritto come la gioia delle istruttrici sia stata la chiave per liberarla dalla tensione, trasformando la danza da fonte di ansia a strumento di pura espressione personale.

Tuttavia, tra i partecipanti c’erano anche coloro che stavano vivendo in prima persona l’assenza di quei valori che il Gen Verde cerca di promuovere con tutte le sue forze. L’incontro in Slovacchia risale all’agosto 2022 e, in occasione del workshop, il gruppo ha anche incontrato alcuni giovani ucraini che erano lì in viaggio per sfuggire, almeno temporaneamente, all’oppressione che il loro paese era costretto a subire. Nonostante ciò, ogni giovane di origine ucraina ha cercato di contagiare con la propria gioia chiunque gli fosse vicino, cantando, ballando e applaudendo, dimenticando, almeno per un paio d’ore, qualsiasi altro problema.

Un impatto sociale che dura nel tempo

Queste storie non sono casi isolati. A Braga, in Portogallo, grazie a una collaborazione con Erasmus+ e alla vigilia della Giornata Mondiale della Gioventù, il Gen Verde ha portato i suoi laboratori integrandoli in progetti sociali per la prevenzione dei comportamenti a rischio. Questo dimostra che il metodo del Gen Verde va oltre la musica: è un percorso educativo che utilizza il canto, il teatro e le percussioni per insegnare ai giovani a costruire comunità.

Sono proprio queste testimonianze che ci spingono a portare lo Start Now Workshop Project, così come i laboratori artistici e corali, in quanti più luoghi possibile nel mondo. Al termine di ogni progetto, quando i giovani salgono sul palco per l’esibizione finale, non presentano solo una coreografia o una canzone, ma la consapevolezza di aver costruito insieme qualcosa di grande. La sensazione di gioia e di “sole” che questi giovani portano a casa dopo i laboratori non svanisce rapidamente, ma rimane come un seme di speranza per il loro futuro.

Per organizzare eventi, concerti e/o laboratori artistici con il Gen Verde, potete mandare una mail a info@genverde.it con le vostre richieste e un vostro recapito.

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