Non una semplice ricorrenza, ma un cantiere vivo di cittadinanza, dialogo e arte. Dal 22 al 24 maggio, il Centro Mariapoli “Chiara Lubich” di Cadine ha festeggiato i suoi 40 anni di storia aprendosi al territorio non solo come luogo fisico, ma come esperienza di incontro, con il messaggio “Generare bellezza sociale”. Esattamente come nel 1986, quando il Centro venne inaugurato per essere un luogo di incontro e costruzione di relazioni autentiche attraversate dal carisma dell’Unità dei Focolari, il Gen Verde ritorna dopo 40 anni per festeggiare insieme alla città.

Nel corso della tre giorni, che ha visto la partecipazione di oltre mille persone, diversi sono stati gli eventi aperti alla città e al territorio, toccando tematiche urgenti e al passo con l’attualità, «dall’economia alla politica, dalla comunicazione all’ecologia integrale, all’arte. Tra questi, due giorni di laboratori artistici che hanno coinvolto una trentina di ragazzi tra i 14 e i 20 anni provenienti dalla provincia trentina ma anche da altri Paesi, con l’obiettivo di ispirare ognuno a mettere il proprio talento al servizio delle relazioni. I partecipanti hanno abbattuto le barriere della timidezza e dei pregiudizi, scoprendo come le arti performative siano il terreno ideale per allenare ascolto, fiducia reciproca e lavoro di squadra. Un vero cantiere di fraternità che ha reso emozionante e coinvolgente il momento conclusivo dei workshop: uno spettacolo che li ha visti protagonisti e testimoni di “bellezza sociale”.
«La tentazione iniziale c’era: filmare la bellezza di ciò che ascoltavo e tenerne il ricordo. Però lo schermo l’ho lasciato muto nello zainetto e ho voluto godermi quel momento così puro – ha raccontato Aurora, una giovane partecipante ai workshop – Mi porto dentro da quest’esperienza che ‘non sento più, ascolto il suono; non aspetto il momento, agisco perché arrivi; non innalzo muri per potermi far attraversare. Non ero e non sarò, semplicemente sono!».



I festeggiamenti del Centro Mariapoli di Cadine hanno testimoniato come la qualità delle relazioni possa trasformarsi in un motore concreto di comunità. Sono state coinvolte anche le istituzioni locali e rappresentanti del Movimento dei Focolari, con la presenza della presidente Margaret Karram, che ha ricordato la vocazione storica di Trento al dialogo e alla fraternità: «Trento per posizione, storia e sensibilità è chiamata al dialogo – ha ricordato Margaret Karram. Non può rinunciare alla sua vocazione. Trento ancora oggi può parlare al mondo vivendo una fraternità che diventa cultura, stile e prassi».
Per María Fátima Alvarez del Gen Verde, «essere presenti mi ha fatto capire quanto la bellezza sociale abbia diverse sfumature e sia tutta in funzione della polis, della società. Ognuno di noi con il proprio talento può animare le relazioni all’interno delle città e renderle nuove per abitarle insieme a supporto dell’unità».

Un concetto che riassume il senso profondo dei quattro giorni di Cadine: il dialogo e l’arte non sono fini a sé stessi, ma tappe necessarie per partecipare concretamente alla vita dell’altro e generare nuova linfa per l’intera comunità.



